“Dimmi cosa ne fai del cibo che mangi”, mi disse una volta, “e ti dirò chi sei. Alcuni lo trasformano in grasso ed escrementi, altri in lavoro e buonumore, e altri ancora ho sentito dire, lo trasformano in Dio. Gli uomini, quindi, sono di tre categorie; io, padrone, non sono dei peggiori né dei migliori; io sto in mezzo. Il cibo che mangio lo trasformo in lavoro e buonumore. Non male, dopotutto!”


Al Bigotta che ha dato il La al piatto… a Nicole e Luca…e alle sbronze che sono seguite (…no il tonno, qui, non c’entra)

 

 

Anche io sto nel mezzo…e devo essere sincero è la posizione che più mi aggrada, la prima è troppo comune e riguardo alla terza, le manie di onnipotenza le lascio a qualcun’altro. Con il cibo passo gran parte della giornata, se non riuscissi a tirar fuori dal mio lavoro un pò di buon umore forse non farei questo lavoro e forse non starei qui a raccontarvi del cibo. Chiunque dovrebbe trarre da ciò che fa del buon umore per non morire nel proprio lavoro, per non odiarlo e per non odiarsi. Le settimane trascorse intensamente, il tanto lavoro, i pochi giorni di riposo e i festeggiamenti per due compleanni importanti (il mio e quello di Luca) mi hanno sfiancato. Sin da piccolo il mio compleanno mi è stato profondamente sulle scatole, il dover festeggiare per forza mi ha sempre dato sui nervi, magari mi svegliavo con la luna e tutti gli altri astri, diciamo, non perfettamente allineati e comunque tutti naturalmente mi chiamavano per farmi gli auguri e per sapere cosa si sarebbe fatto e la prima risposta che mi balenava in mente, puntualmente, era NIENTE!!!! Poi però alla fine finivo per organizzare la mia festa, che puntualmente finiva per farmi star bene. Quest’anno il malumore pre-compleanno si è presentato preciso come un orologio svizzero e la solita voglia di nulla, complice la stanchezza e il lavoro, incombeva e davvero questa volta non avrei fatto nulla fosse stato per me….ma… fortunatamente non sempre nella vita decidiamo proprio tutto quello che faremo e  devo ringraziare i pochi (ma buoni) amici che ho incontrato qui a Monaco per aver cancellato i miei soliti malumori pre-compleanno con la loro compagnia.

Cosa occorre:

Per 4 persone

  • 500 gr di filetto di tonno
  • prezzemolo
  • menta
  • timo
  • misticanza
  • sale q.b
  • olio e.v.o q.b

Per la maionese

  • 3 tuorli
  • 300 ml olio semi circa
  • 2 cucchiai d’aceto
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • wasabi q.b
  • sale q.b

 

Come procedere:

Parate il tonno (dategli una forma regolare), scaldate una padella antiaderente aggiungete un filo d’olio, un pò di sale e scottate il filetto sui 4 lati, basterà meno di un minuto per lato. Tritate finemente il prezzemolo, il timo e la menta e rotolateci sopra il filetto scottato, mettetelo sotto vuoto o semplicemente avvolgetelo nella velina e lasciatelo profumare con gli aromi qualche ora in frigo. Per la maionese, invece, in un contenitore dove potete usare il minipimer mettete i tuorli, l’aceto, il limone e il sale, iniziate a frullare  e aggiungete l’olio, prima goccia a goccia, poi a filo, finche la maionese non avrà acquistato un buona consistenza, a questo punto, a poco a poco, continuando a montare aggiungete il wasabi assaggiando di tanto in tanto fino a trovare il giusto equilibrio di sapori (insomma quando vi piace fermatevi!). Affettate il tonno il più finemente possibile e servite con un insalatina di stagione, la maionese, un goccio di citronette e un pizzico di sale sulle fettine di tonno. 😉

P.S. Un cucchiaio di acqua tiepida potrebbe aiutarvi nel montare la maionese

P.p.S Metodo facile per la maionese (ma non ditelo a nessuno perche non si fa), dunque: in un contenitore mettete l’olio, 2 tuorli, un uovo intero, l’aceto, il succo di limone e il sale, col minipimer iniziate a frullare dal basso verso l’alto, salendo lentamente, gradualmente e sempre frullando, come se steste stappando una bottiglia di vino ;).

Buon appetito.

 

 

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