Con queste feste di mezzo mi stavo un pò allontnando dai fornelli o meglio dal blog, perchè dai fornelli non ci si allontana mai, un pò di vacanze però me le merito anche io no? :D. Giorni frenetici, sempre di corsa, caccia all’ultimo regalo, un caffè con un amico che non si vede da tanto, finisci di preparare la cena di natale, si deve organizzare il veglione di capodanno, insomma non ci si ferma mai. Mai come in questi giorni di feste natalizie si sta seduti a tavola e dentro le cucine, le case delle famiglie italiane diventano dei piccoli ristorantini, sempre all’opera, sempre con qualcosa che bolle in pentola ;). Volevo presentarvi un piatto tipico della tradizione culinaria sarda “Sa cordula” (la treccia), forse molti dopo che conosceranno la materia prima storceranno il naso ma vi posso assicurare che è una prelibatezza, io in ogni caso ne vado matto. Sa cordula viene preparata sin da tempi antichi nelle famiglie sarde, ora ci si rivolge al macellaio di fiducia o alle nonne che sanno ancora prepararla. Sa cordula è composta dallo stomaco, la pancia e gli intestini dell’agnello; la sua preparazione è lunga e  molto laboriosa, perché si utilizzano gli intestini, lo stomaco, la pancia dell’agnello (tutto accuratamente pulito e lavato) e una specie di rete che in sardo viene chiamata “sa Nappa”, intrecciandoli e annodandoli tra di loro in una sorta di corda o treccia con una serie di nodi laterali che la tengono unita e compatta, aiutandosi con dei ganci che permetteranno la sua lavorazione in verticale. Però non starò qui a entrare nei particolari della lavorazione degli intestini e della composizione della treccia, anche perchè vi assicuro senza l’esperienza necessaria è impossibile riuscire ma vi darò semplicemente la ricetta classica con cui questa prelibatezza viene preparata.

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Quale contorno migliore per un piatto fumante di gulash se non delle altrettanto fumanti patate? Le patate hasselback mi incuriosivano da tempo, veramente belle da vedersi, semplici da preparare e credetemi soddisferanno tutti quanti. Le patate prendono il nome dal ristorante svedese dove per la prima volta furono proposte, la loro particolarità sta nel taglio che poi permette la classica apertura a ventaglio durante la cottura, cottura che renderà tenere le patate al loro interno e croccanti in superfice…poi la gratinatura di formaggio e pangrattato…una goduria per il palato ;).

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Freddo e pioggia, pioggia e freddo ma soprattutto pioggia, pioggia, pioggia, non ne posso più; qui a Pisa ma credo come nella gran parte della nostra Penisola, piove ormai da settimane e le giornate si susseguono grige, serve una sferzata di colore e di sapore. I soliti amici “cavia” a cena…e due piatti dell’europa del nord dove di freddo, bè, se ne intendono :), gulash accompagnato da patate Hasselback. Vi sono diverse varianti del gulash, piatto tipico ungherese, diffusosi poi nell’europa centro-orientale, c’è chi lo “corregge” con la panna acida, chi lascia il sugo liquido a mo di zuppa, chi lo vuole denso, chi lo fa piccante e chi no… Io ho seguito solo alcune regole fondamentali: Tanta cipolla quanta carne, olio abbondante, burro abbondante, paprika abbondante e poco peperoncino cosi per dargli un pò di sapore (come se gia non ne avesse abbastanza ;)).

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Finalmente si torna a casa, tre giorni di relax non me li avrebbe tolti nessuno, tranne che un attacco di coliche renali!! Mai provato un dolore così vi giuro… E i tre giorni in cui avrei dovuto salutare parenti e amici si sono trasformati in tre giorni in cui sono rimasto a letto senza potermi muovere :). Però neanche le coliche mi hanno fermato dal mangiare, be perchè la cucina di casa e di mamma, era da mesi che ormai la aspettavo, non potevo mica rinunciarci per dei semplici dolorini! ;)… Quello che vi propongo oggi è un fungo che cresce tipicamente in Sardegna, la macchia a cisto ospita diversi esempi comunissimi di simbiosi micorriziche che interessano diverse specie fungine (lattari, amanite, boleti). L’aspetto più interessante è la presenza del boleto del cisto, il cui nome scientifico più accreditato fra i vari sinonimi è Krombholziella corsica (Rolland) Alessio. È un fungo invernale parente del  più noto Leccino che cresce esclusivamente nelle macchie a cisto. In Sardegna è uno dei funghi più noti nella tradizione popolare, particolarmente apprezzato e ricercato nella provincia di Cagliari dove è notissimo con il nome in vernacolo di Cardolin’e murdegu. Per questo motivo le macchie a cisto della Sardegna meridionale, in prossimità degli insediamenti urbani, sono spesso frequentate nei mesi di novembre e dicembre da raccoglitori o da intere famiglie alla ricerca di questo fungo.

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Siamo gia invasi da pandoro e panettone, lo avete notato!? A proposito voi cosa preferite pandoro o panettone? Io pandoro, ma nell’ultimo anno ho rivalutato il panettone. Certo è che il panettone così, vi giuro, non l’avevo mai visto o assaggiato e credo neanche voi. L’altra sera ho letto un articolo in un magazine sulla ristorazione che parlava dell’uso insolito del panettone in diverse ricette, il panettone in questione era quello della storica pasticceria Loison (http://www.loison.com/index.php?lang=it), famosa appunto per i suoi panettoni e vi giuro questa mi ha colpito davvero, tanto che ho deciso di provarla a casa e riproporvela. La foto non è il massimo ma ero stanco e non mi sono impegnato, gli gnocchi erano particolari e davvero ottimi, forse un pò troppo “panettonosi” ma sicuramente da provare, anche perchè al contrario delle apparenze non sono difficili da preparare.

Questo è il link della ricetta originale http://www.insolitopanettone.racom/2010/11/insolito-panettone-dautore-il-panettone-loison-nelle-mani-degli-chef/; vi consiglio di fare un giro anche nel resto del sito, interessantissimo!!!

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Le cipolle rosse, quanto le adoro :), poi mi ricordavo di aver assaggiato una marmellata di cipolle in qualche agriturismo, come accompagnamento a qualche formaggio stagionato, uno spettacolo, ve lo posso garantire! Avrei voluto usare quelle di tropea ma erano terminate, comunque il risultato è stato ottimo ugualmente ;).  Bene se non avete idea di  cosa usare per accompagnare un bel tagliere di formaggi, questa è  una marmellata che conquisterà anche i più diffidenti.

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Tra marmellate, pollo e qualcos’altro, che arriverà a breve, sembra le mele cotogne stiano per finire. Cosi ieri ho preparato per cena questa ricetta, perchè adoro la senape, perchè adoro il pollo, perchè adoro la birra e i cibi dai sapori intensi. Partiamo dal presupposto che non è dietetica e consiglio vivamente di non fare un primo (come ho fatto io, poi più avanti vedrete che primo era :P), specie se si fa a cena, magari un contorno si e un dolce ovviamente (che non deve mai mancare ;)).

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