Vista, olfatto e gusto: ecco i tre sensi che sia i sommelier affermati, ma anche gli appassionati devono continuamente esercitare e affinare, per conoscere e riconoscere le proprietà organolettiche e la qualità di un vino.Le nostre capacità potranno così guidarci nella scelta degli abbinamenti tra vino e cibo, l’uno capace di esaltare le qualità dell’altro.

“IL VINO NON SI BEVE SOLTANTO, SI ANNUSA SI OSSERVA, SI GUSTA, SI SORSEGGIA E SE NE PARLA” (Enrico VII)

I sensi

Le memorie di un assaggiatore di vini sono fatte di profumi, di colori e di sapori.

ESAME VISIVO

Non si deve sottovalutare l’esame visivo di un vino. Il primo passo consiste nell’osservare attentamente il vino: limpidezza, colore, consistenza sono elementi determinanti per cominciare a conoscerlo.
Da questi si possono già dedurre corposità, grado alcolico, struttura ed età.

ESAME OLFATTIVO

Attraverso l’olfatto si possono scoprire profumi e sentori che caratterizzano i diversi bouquet differenziando così un vino dall’altro. E’ utile suddividere in famiglie gli aromi che possiamo percepire in un vino, più saremo allenati più riusciremo a scoprire le varie sfumature all’interno di una stessa famiglia.

  • Gli odori floreali
  • Gli odori fruttati
  • Gli odori erbacei o vegetali
  • Gli odori speziati e aromatici
  • Gli odori balsamici
  • Gli odori tostati
  • Gli odori minerali
  • Gli odori animali
  • Gli odori legnosi
  • Gli odori eterei

ESAME GUSTATIVO

Ultimo passo dell’analisi organolettica, ci porta al contatto vero e proprio col vino.
Sorseggiando lentamente e coinvolgendo interamente le papille gustative si possono scoprire la persistenza, l’equilibrio, la maturità di un vino, il suo carattere.


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